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link, note e riflessioni sulla scrittura (professionale e non)


domenica, maggio 11, 2008

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Buoni libri.
Ora che l'ho letto, vi confermo l'ottima impressione che mi ha fatto il libro La scrittura burocratica di Tommaso Raso. Austero, ma utilissimo, tratta nella prima parte i principali nodi della scrittura nelle amministrazioni pubbliche: l'influenza del modello legislativo, l'organizzazione del testo, la veste grafica e tipografica, la punteggiatura, le liste, le nominalizzazioni, l'uso del passivo, l'ordine delle parole, il lessico e parecchie altre cose. Il tutto con moltissimi esempi. Ogni tanto, inserti su temi più teorici, ma molto ben spiegati.
La seconda parte contiene testi di amministrazioni analizzati, commentati e in alcuni casi riscritti.
Come quasi tutti i testi rivolti agli amministratori pubblici, è prezioso anche per chi scrive nelle aziende. Cambia il lessico specialistico, ma gli errori e gli orrori sono gli stessi.
Quando leggo libri così, penso però sempre a quanto guadagnerebbero i loro contenuti da una maggiore cura della navigazione interna, del paratesto e soprattutto dell'aspetto visivo. Non si tratta di forma, ma di sostanza.
Curatissimo, e quindi piacevole da sfogliare e facile da esplorare, è invece Scrivere all'università di Paola Italia, docente di letteratura italiana all'università di Siena.
Schemi, box, rimandi, consigli pratici, cose da ricordare scandiscono tutta la prima parte, che guida con chiarezza lo studente universitario alla lettura critica di un testo e alla scrittura di tesi e tesine. Grande spazio è dato quindi alla scrittura argomentativa, ma non mancano le schede più pratiche: i più frequenti errori di grammatica, la punteggiatura, la correzione delle bozze.
Nella seconda parte c'è una ricca antologia di testi, prevalentemente su scrittura, lingua, comunicazione, scuola e università. Di grandi studiosi come Tullio De Mauro, di blogger come Massimo Mantellini, di docenti come Marco Lodoli. Con molte proposte di esercizi e relative soluzioni, utili anche ai docenti e agli studenti delle scuole superiori per la preparazione della prova di italiano alla maturità (articolo di giornale e saggio breve).

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libri, lingua italiana

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Le nuove forme del testo.
Mappe e disegni anche all'evento NewsTools che si è svolto in California a fine aprile, dedicato ai nuovi strumenti per giornalisti ed educatori.
Gli organizzatori hanno deciso di rinunciare ai classici handout (il materiale che si lascia come documentazione) fatti di stampe di powerpoint e di dare invece ai 150 partecipanti solo tre pagine con due grandi mappe visive e un breve testo di accompagnamento, considerando evidentemente la mappa lo strumento ideale per orientarsi in nuovi territori.
Le mappe rappresentano The old news story e The new news ecology. Il territorio che si lascia alle spalle e quello che si ha davanti.

PS Le mappe mentali o concettuali disegnate e colorate a mano sono bellissime da guardare, ma ovviamente il meglio di sé lo danno quando impariamo noi stessi a farle.

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web writing, forme e colori

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La storia di TED.
Qualche post fa avevo segnalato il sito di TED con i suoi splendidi video in cui politici, artisti, tecnologi e scienziati espongono la loro visione del mondo e le loro piccole o grandi proposte per migliorarlo.
Non conoscevo però l'intera storia di TED, che sta per Technology, Entertainment, Design. La racconta uno degli ultimi numeri di Internazionale, che svela anche il segreto della straordinaria efficacia comunicativa dei relatori: solo 18 minuti a disposizione e niente appunti o presentazioni powerpoint. Sono vietati seminari e tavole rotonde.
Il relatore, chiunque esso sia, è solo davanti al suo pubblico, in una situazione di totale esposizione e vulnerabilità emotiva.
Per questo, conclude l'articolo, "si torna con il cuore gonfio e i neuroni in fermento".
Partecipare costa 6.000 dollari, ma da quando l'evento è stato preso in mano da Chris Anderson (il direttore di Wired, inventore della "coda lunga") tutto è fruibile liberamente online.
Alla TED conference 2008, che si è tenuta un paio di mesi fa, gli organizzatori hanno sguinzagliato per quattro giorni due bravissimi disegnatori o "scrittori visuali", che hanno preso appunti su tutte le cinquanta conferenze. Anche lì, vincoli stringenti: ritratto del relatore e big ideas in un solo foglio A4. Il risultato è strepitoso: un album di 200 pagine tutto da sfogliare (e da scaricare > link in basso a destra sulla home page di TED).
Guardate il foglio che racconta le idee sull'amore romantico dell'antropologa Helen Fisher:


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giovedì, maggio 08, 2008

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In giro.
Sarò un po' giramondo nei prossimi giorni e non so quanto riuscirò a postare. O magari sì, visto che avrò tempo per ascoltare, leggere e confrontarmi.
Oggi pomeriggio vado ad ascoltare gli interventi sul web writing al convegno Web senza barriere all'università di Tor Vergata.
Domani sera sono a Valdagno a presentare il libro, ospite di Martini Drapelli Network.
Martedì sono a Milano come relatrice all'evento Email Power.

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writers life

martedì, maggio 06, 2008

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La MIA carriera.
Non conoscevo il blog La mia carriera, finché non mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza professionale. Non è un blog "carrieristico", e infatti l'accento è tutto su quel "mia".
E' piuttosto un blog di storie di persone come tante, per le quali la carriera non è una scala da salire verso l'alto, gradino dopo gradino, ma la ricerca del proprio unico posto nel mondo.
Per la sua ideatrice, Helga Ogliari, il blog "nasce con l’obiettivo di mostrare un altro lato della carriera, quello entusiasmante, piacevole, a tratti anche divertente e soprattutto per dimostrare che non serve necessariamente 'vendere l’anima al diavolo' per raggiungere il successo professionale".
La mia intervista è
qui.

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writers life

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Guastafeste.
Ho sempre pensato di essere abbastanza scafata in rete, e di sapermi comportare decentemente anche senza aver studiato troppe netiquette.
Ultimamente però c'è un posto in cui mi sento abbastanza a disagio e dove le mie certezze sull'educazione online barcollano: Linkedin.
Ho conosciuto Linkedin perché hanno cominciato a invitarmi. Erano persone che conoscevo, per cui ho accettato volentieri l'invito. E poi ero curiosa di vedere se e come funzionava. Visto che c'ero, dopo un po' ho aggiunto anche il mio curriculum.
Solo che col tempo gli inviti alla grande festa dei professionisti si sono moltiplicati, e mi arrivano sempre più inviti da perfetti sconosciuti.
Che si fa? Si accetta per educazione? Non si accetta? E poi a che serve avere tantissime connessioni a persone che non conosci? O serve solo per confortarsi come il carnet pieno di prenotazioni al ballo delle debuttanti? O ancora per mostrare agli altri quanto siamo connessi e contenti?
Io le connessioni altrui raramente le guardo. Non le guardo mai quando sono tante: sia perché ci vuole tempo, sia perché la cosa mi sembra sospetta.
Quello che trovo invece davvero comodo e utile è il curriculum. Io oggi quando devo incontrare qualcuno e vengo contattata da qualcuno che non conosco, la prima cosa che faccio è guardare se è su Linkedin. Spesso ho avuto indicazioni che mi hanno aiutata negli incontri reali.
Non voglio fare la guastafeste e se da oggi nessuno mi inviterà più, avrà tutte le ragioni.
Però questa cosa mi stava qui da un po' e mi interessa sapere come la pensate e soprattutto come vi regolate.

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writers life

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Tante scritture.
I post e la scrittura istantanea dei blog possono (in alcuni casi, aggiungo io) sostituire i libri? Certo che no, risponde lo scrittore britannico Steven Poole, tradotto e proposto questa settimana da Internazionale.
E non solo perché i libri propongono "discorsi che durano nel tempo" (anche i discorsi in rete possono durare moltissimo, molto più di un libro scadente o usa e getta), ma perché un libro deve proporre un discorso "che si tiene", organico e coerente. Quindi cambia sì il tempo, ma credo soprattutto quello della riflessione dell'autore con le sue idee e poi con la loro forma.
Io ho pensato a lungo che fosse ormai inutile scrivere un libro dal momento che avevo un sito e anche un blog. Mi è venuto naturale quando pian piano quel discorso più organico e coerente si è fatto strada dentro di me.
E' però anche vero che scrivere quotidianamente su un blog cambia la nostra scrittura anche quando scriviamo un libro. Lo pensa pure il guru del marketing Seth Godin.
Se poi la migliori o la peggiori dipende solo da noi e dalla considerazione in cui teniamo la scrittura sul blog. Che non è un medium di serie B, ma solo un medium diverso dal libro. Noi siamo abbastanza fortunati da averli tutti e due, più un buon numero di altri.

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web writing

domenica, maggio 04, 2008

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Ecriture en ligne.
Sulla scrittura per il web si leggono ormai sempre le stesse cose ed è difficile imbattersi in qualche nuova risorsa. Ma a volte succede.
A me è successo ieri, quando sono approdata a Action-redaction, sito francese molto ricco e aggiornato.
Non è un "bel" sito: l'impatto visivo è triste e un po' affollato, il taglio molto manualistico, però i consigli sensati e concreti sono tanti e bene organizzati.

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web writing

venerdì, maggio 02, 2008

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Scrivere in laboratorio.
Negli ultimi mesi ho fatto un'interessantissima esperienza di formazione alla scrittura in Confindustria. L'ho raccontata qui.

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writers life

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Come si legge e si scrive il menu.



Che sul web - e non solo sul web - il testo allineato a sinistra sia quello che si legge meglio, è cosa abbastanza acquisita. Jakob Nielsen nella sua ultima Alertbox ci torna sopra a proposito dei testi dei menu. Esempi alla mano, ci raccomanda di:

  • allineare le voci di menu a sinistra
  • non scrivere il testo tutto in maiuscolo, ma o minuscolo o con la sola iniziale maiuscola
  • iniziare ogni voce del menu con le parole più significative
  • non iniziare tutte le voci del menu con le stesse parole.

Quest'ultima raccomandazione vale anche le liste inserite all'interno di un testo. La sorpresa, che è una delle chiavi più importanti di un messaggio efficace, si esercita anche in questi dettagli. Se cominciamo ogni riga leggendo sempre la stessa parola ci annoiamo subito.
Molti pensano che questa simmetria e ripetitività dia ordine al testo, ma non è cosi. Ultimamente ho visto un sito in cui la home page aveva una serie di frasi che cominciavano tutte così: Sezione dedicata a...  erano otto.
Meglio cominciare con otto diverse parole-sorpresa, no?
Se potete, levate anche gli articoli. Non La storia, I prodotti, I servizi, I clienti, Le sedi, ma Storia, Prodotti, Servizi, Clienti, Sedi.

L' allineamento del testo sul MdS.

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ferri del mestiere, web writing

giovedì, maggio 01, 2008

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L'etnologo aziendale.
Mettendo ordine sui miei link di del.icio.us sul tema delle storie nella comunicazione aziendale - tutti in inglese - mi sono improvvisamente ricordata che la cosa migliore che ho letto in italiano sulle storie e il narrare in azienda l'hanno scritta da poco Giacomo Mason e Paolo Artuso nel loro La comunicazione interna. Reti, metafore, conversazioni, narrazioni (FrancoAngeli 2008).
Chiunque lavori in una grande organizzazione pubblica o privata, troverà molto familiare il paesaggio della comunicazione interna raccontato nella prima parte: quello costellato di piani di comunicazione, carte dei valori, house organ, convention, che si rivolgono a quella astrazione che si chiama "risorsa umana" con il linguaggio più impersonale possibile, "una specie di linguaggio di programmazione universale".
Al di sotto di questa comunicazione istituzionale e ufficiale vive il mondo vero e brulicante della comunicazione informale, delle singole persone e dei gruppi che spontaneamente si aggregano. Un mondo che si nutre di narrazioni e conversazioni continue. Così come nella nostra vita quotidiana, anche in quella aziendale le storie sono la linfa della comunicazione, ci raccomandano i due autori.
Le storie, infatti:

  • organizzano l'esperienza, perché attraverso di loro è più facile comprendere quello che ci circonda e i fatti che viviamo
  • riportano alla ribalta le persone, cioè "i narratori"
  • veicolano conoscenza, perché con le storie è molto più facile imparare
  • determinano l'appartenenza al gruppo di persone con cui le condividiamo
  • aiutano a costruire l'identità personale e collettiva, perché ci fanno riflettere su chi siamo.

Se la vera comunicazione si svolge tra le persone indipendentemente da quella normativa e istituzionale, cosa resta oggi al comunicatore interno? Molti compiti, più interessanti dei precedenti, secondo Mason e Artuso:

  • ripartire dalle persone, non dalle strutture aziendali
  • fare l'etnologo, raccogliere storie
  • lavorare con le comunità professionali
  • farsi da parte, far emergere le voci delle persone e delle comunità
  • raccogliere domande e trasformarle in progetti
  • convivere con l'incertezza
  • trovare un nuovo equilibrio tra la comunicazione formale e le conversazioni aziendali.

Del resto, sulla potenza delle storie non solo per la nostra immaginazione ma anche come motore dell'umanità per dominare il mondo così ha scritto lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa in un bellissimo saggio sulla rivista messicana Letras libres:

In ogni caso, una cosa è universalmente riconosciuta: le storie, questa altra realtà inventata dall'essere umano a partire dalla sua esperienza vissuta e impastata con il lievito dei suoi desideri insoddisfatti e della sua immaginazione, ci accompagna come un angelo custode da quando, nelle profondità della preistoria iniziammo il cammino lento e a zigzag che lungo i millenni ci ha portato a viaggiare verso le stelle e nel cuore dell'atomo e a tutte le prodigiose conquiste della conoscenza come alla brutalità distruttiva, a scoprire i diritti umani e la libertà, a creare l'individuo sovrano.
Probabilmente nessuna di queste conquiste e di queste scoperte sarebbe stata possibile se, guardando alle nostre spalle milioni di anni indietro, non avessimo scoperto i nostri antenati del tempo delle caverne e della clava, intenti a questa atttività ingenua e infantile, sicuramente quando, al culmine della paura, nell'oscurità della notte, stretti ad altri corpi in cerca di calore, si mettevano a divagare, a viaggiare con la mente, prima di essere vinti dal sonno, verso un mondo diverso, una vita meno dura, con meno rischi, o più premi e gratificazioni di quelli che concedeva loro la vita reale.

L'ho fatta lunga, ma il "viaggio verso l'invenzione" di Vargas Llosa mi è piaciuto moltissimo e mi ero ripromessa di tradurne almeno un pezzettino.

POST SCRIPTUM Giacomo Mason e Paolo Artuso partecipano alla tavola rotonda Da dipendente a protagonista. (La leva strategica della comunicazione interna) al prossimo Forum PA a Roma (14 maggio, ore 10). Si confrontano con i top manager e i responsabili della comunicazione di Inail, Ferrero, Contatto Lavoro, Accademia di Santa Cecilia e Polizia di Stato.

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libri

sabato, aprile 26, 2008

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Parole giuste e parole di troppo.
Da Internazionale due bei pezzi che riguardano la comunicazione sul web.
Il lungo post di Paul Graham su come esprimere il disaccordo sul web, dove insulti anonimi e critiche rozze impazzano (e ci fanno arrabbiare un sacco, anche se in genere cerchiamo di non farlo vedere).
Un'utile classificazione del disaccordo dal livello zero dell'insulto al livello sei di "centrare il punto", che è poi una educazione al disaccordo, perché "il più grande vantaggio di imparare a essere in disaccordo è che migliora non solo la conversazione, ma anche l'umore delle persone che stanno partecipando alla discussione."
Tina Spacey, invece, nel suo blog se la prende con gli http e i www davanti ai link sui giornali stampati.
Ha ragione: non ce n'è proprio più bisogno. Più togliamo, prima arriviamo al link, più nitore diamo alle pagine, meglio è. D'ora in poi lo farò anch'io.

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web writing

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Stampa.
La Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, mette ora a disposizione gratuitamente la
rassegna stampa quotidiana sulla comunicazione. Un ottimo servizio.
Sempre in tema di rassegne stampa e archivi di giornali:
> l'intero
archivio storico di Repubblica è online gratuitamente: quasi 25 anni di storia italiana in articoli, foto e video (form di ricerca in alto a destra)
> da non dimenticare, la ricca rassegna stampa quotidiana della Camera dei Deputati.

PS Un lettore del blog mi ha appena segnalato altre due rassegne stampa; quella di RaiNet e quella del Senato.

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ferri del mestiere

venerdì, aprile 25, 2008

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Cose belle da vedere, leggere, ascoltare.

  • Nel capitolo dedicato alle slide sul Mestiere di Scrivere ho trovato ispirazione ed esempi sul sito dell'azienda di presentation design Apollo Ideas. Oggi scopro che da tre mesi hanno anche un eccellente blog.
  • E' già famoso, ma mi devo ricordare di andarci più spesso. TED è il sito che raccoglie centinaia di splendide lezioni-presentazioni filmate a scrittori, designer, intellettuali, politici, tecnologi, scienziati, musicisti.
    Isabel Allende parla del narrare, Chris Anderson della coda lunga, Amy Tan della creatività, Frank Gehry delle sue architetture, John Meada della semplicità, Philippe Starck dei perché del design... tanto per darvi un'idea. Sottotitolo: Ideas worth spreading. Navigazione, comunicazione, design e abstract da manuale.
  • I love typography è il titolo di un bellissimo blog sui font che ho scoperto oggi. Se pensate che interessi solo i grafici e non chi scrive, vi sbagliate: Typography exists to honor content, mette subito in chiaro l'autore.
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siti belli e cose utili

martedì, aprile 22, 2008

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Lettere al lavoro.
Dopo questa infornata pomeridiana di post, riprendo il mio nomadismo e vi lascio per un paio di giorni. Domani sono qui: Lettere al lavoro è una giornata che l'Università di Siena organizza per informare gli studenti delle scuole superiori e della stessa università sui percorsi formativi e gli sbocchi professionali per i laureati in lettere.
Essendo io una laureata in lettere dal percorso tortuoso e dal mestiere bislacco e un po' inventato, sono stata invitata per raccontare agli studenti l'uno e l'altro.
Ci saranno molte altre testimonianze di cui vi dirò al ritorno.
Se siete da quelle parti, fate un salto.

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writers life

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Confini sfumati.
Ancora uno spunto da una lettura di questi giorni: La scrittura burocratica. La lingua e l'organizzazione del testo di Tommaso Raso (Carocci 2005).
Libro tristanzuolo nel titolo, nella copertina e nell'impaginazione interna, ma che sto invece apprezzando molto nel contenuto. Un libro ricco di informazioni, definizioni, consigli per scrivere e riformulare testi amministrativi. Ma soprattutto un libro "preciso", qualità rara di questi tempi.
Preciso... forse fin troppo. Infatti una definizione mi ha fatto un po' sobbalzare e poi riflettere. Questa: ... un testo professionale ha tutt'altro obiettivo da un testo che intende emozionare... il testo professionale non è interessato alla sorpresa, ma alla facilità, alla certezza e alla rapidità della comprensione.
Ne siamo proprio sicuri? Questo vale di sicuro per il testo amministrativo, ma sempre meno per il testo professionale in senso lato.
In un case study, anche su un tema tecnologico, la sorpresa e la dimensione narrativa non contano? Un business writer statunitense ha definito con molta efficacia i case study "le favole di Esopo del marketing".
E che dire della storia di un'azienda?
Oppure delle interviste che fanno ascoltare direttamente la voce dei dipendenti sulle pagine di un'intranet? Non ci vuole la penna brillante del giornalista?
O ancora, un podcast formativo non gioca prima di tutto sul coinvolgimento e l'emozione?

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libri, lingua italiana

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La terza voce.
Si parla tanto della necessità che le aziende trovino una loro inconfondibile voce sul web, in particolare nella
"parte abitata della rete" , dove possono dialogare direttamente con i consumatori.
Sul libro Internet P.R. di Marco Massarotto che ho appena finito di leggere ho trovato una bella definizione delle diverse voci aziendali. Cito testualmente:

  • una istituzionale, corporate, quella dei comunicato stampa, dei bilanci, dei convegni. E' una voce che tende a essere abbastanza simile per tutte le aziende, specialmente quelle dello stesso settore.
  • una comunicazionale, astratta, unica. E' la lingua delle pubblicità, degli spot, delle campagne. E' la lingua della marca, una costruzione alchemica per dar voce a un'entità astratta. E' una lingua nata di notte nelle agenzie di pubblicità con un infinito lavoro di cesello di copywriter e direttori creativi che, come orafi, cercano la frase perfetta. E' una voce pensata per essere recitata da attori professionisti che "impersonano" la marca, pensata per sedurre in trenta secondi, per vendere in cinque righe. Una voce importantissima, perché è quella con cui la gente conosce (e riconosce) l'azienda.
  • Su Internet occorre trovare una terza voce, relazionale. Una voce che preveda risposte, dialogo, conversazione. Una voce che non deve essere interpretata, recitata, ma che deve essere come le milioni di voci con cui andrà a conversare: vera, diretta, varia. Potrà essere quella di una persona o di un team, che dovranno saper trovare un tono di voce, saperlo tenere, saper rispondere a domande impreviste sempre con quello stesso tono di voce.
    Solo così si riuscirà a costruire un sistema di relazioni con le persone e a rispettare le esigenze di riconoscibilità, di identità di un'azienda.

Internet P.R. è anche un blog dove la conversazione continua.

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libri, web writing, brand

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Il vademecum dello scrutatore.
Passate le elezioni politiche, sul tavolo del prossimo ministro dell'Interno resta un lavoro interessante e originale: la completa traduzione in italiano del manuale di istruzioni per i componenti dei seggi elettorali.
"In italiano" perché il professor Michele Cortelazzo, insieme ai suoi studenti del corso di laurea in Comunicazione delle organizzazioni complesse dell'università di Padova, lo ha letteralmente tradotto dall'antilingua della burocrazia alla lingua che parliamo tutti i giorni.
Le "Istruzioni per le operazioni degli uffici elettorali di sezione” tradotte in italiano. Omaggio al Ministro dell’Interno (CLEUP, 2008) ristrutturano le informazioni prima disperse in punti diversi per le tante integrazioni e aggiunte, forniscono un apparato paratestuale che agevola la consultazione, e soprattutto sostituiscono un lessico tecnico, aulico e spesso incomprensibile con parole più semplici e chiare per i cittadini di oggi. Da mini trattato di diritto amministrativo a vero manuale di istruzioni per il seggio elettorale.
La semplificazione ha inoltre alleggerito il manuale del 25%, senza nulla perdere in contenuto informativo.
Il frutto del lavoro del professor Cortelazzo e dei suoi studenti è a disposizione di tutti sul sito dell'università di Padova, insieme alla versione originale, nella sezione dedicata alla semplificazione del linguaggio amministrativo, dove troverete moltissimi altri documenti e link interessanti sul tema. In arrivo, la sinossi delle due versioni.

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libri, lingua italiana

mercoledì, aprile 16, 2008

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Prossimi giorni. E una cosa nuova da leggere.
Per impegni di
formazione sarò abbastanza nomade nei prossimi giorni, per cui non so se riuscirò a postare.
Vi lascio però con un altro articolo che ho scritto per Scrivere di De Agostini, dedicato alla
revisione di un sito. A proposito, l'opera da oggi esce anche in volumi e dvd con Repubblica e L'Espresso.
Ora che ho letto quasi tutti i fascicoli, posso dirvi spassionatamente che come ogni opera con tanti autori, anche Scrivere ha i suoi alti e bassi, quindi ci sono cose bellissime e cose così così. Però la media è alta e l'insieme molto aggiornato e di qualità.
A me è piaciuta soprattutto la varietà e l'ampiezza dei temi, che mi hanno fatto scoprire molte "scritture" che conoscevo pochissimo o affatto: fumetti, cinema, televisione, radio, graphic novel... e poi l'idea di riunire scrittura creativa e professionale comunque intorno a dei temi comuni (incipit, biografia, descrizione, originalità, chiuse, maestri, voce, luoghi comuni...).
Ovvio che scrittura creativa e scrittura professionale sono cose diverse, ma come sapete a me contaminazioni e miscugli piacciono molto e penso che gli scrittori professionali abbiano tutto da guadagnare quando ficcano il naso in cose che apparentemente non li riguardano.
A presto.


martedì, aprile 15, 2008

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Scrivere pensando all'accessibilità.
Vi segnalo con un certo anticipo un evento importante per chi in rete comunica e scrive: la tre giorni di Web senza barriere, organizzata all'università di Roma Tor Vergata dal 7 al 9 maggio.
Tra i seminari didattici, ben tre sono dedicati alla scrittura:

  • Marco Bertoni Scrivere per il web con l’accessibilità in mente. Gli aspetti editoriali e tecnici della pubblicazione dei contenuti sul Web.
  • Rino Caputo e Michela Zompetta Take it short. Falla corta! Scrittura elettronica e competenza dell’italiano contemporaneo.
  • Mariuccia Teroni Tecniche e regole editoriali, grafiche e tipografiche per pubblicare sulla carta, su Internet e altri media.

Ci sono molti altri temi interessanti: date un'occhiata al programma. E' tutto gratuito, ma bisogna iscriversi.
Io ci andrò senz'altro e vi racconterò da questo blog o sul sito.

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web writing